Poema a Fumetti, Dino Buzzati, a cura di Lorenzo Viganò, Mondadori, 1969.

«Te l’ho detto, tesoro. È inutile. Non posso accompagnarti lassù. Povera favola di Orfeo. Anche se tu non ti volterai indietro, non servirebbe lo stesso.»

“Dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o che scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie” queste parole pronunciate da Dino Buzzati spiegano benissimo il suo rapporto con la pittura, con l’immagine. Premesso che per Dino, i fumetti che lui tanto adorava (in particolare Diabolik e Paperon de’ Paperoni,di quest’ultimo scrive addirittura la prefazione alla raccolta mondadoriana della vita del papero) erano espedienti necessari al fine di colmare il vuoto creatosi ogni qual volta la lettura di un romanzo iniziasse a tediarlo (“di solito intorno alla pagina quaranta”) l’immagine dunque è essenziale e un’irrinunciabile parte del racconto. Ma parliamo un po’ di Poema a Fumetti.

Dino Buzzati, Poema a fumetti
Dino Buzzati nel suo studio dove si può vedere affissa la locandina per l’uscita pubblicitaria di Diabolik del 1962.
Dino Buzzati Poema a Fumetti
Una copia (ormai introvabile) di “Vita e dollari di Paperon de’ Paperoni” con prefazione di Dino Buzzati (1968).

Orfeo ed Euridice hyppy

Poema a Fumetti è un libro non convenzionale, atipico molto spesso incompreso, ha preso forma lentamente dalle viscere dello scrittore. Il poemetto si sviluppa attorno al mito classico di Orfeo ed Euridice (la storia del cantore della Tracia che, ottenuta dagli dei degli Inferi la possibilità di riportare sulla Terra la sua defunta sposa Euridice, scende nel regno dei morti, ammaliando con il suo canto Cerbero e Caronte, i guardiani dell’Ade. Mentre i due compiono la loro risalita verso la terra, lui contravviene il divieto di voltarsi a guardarla, perdendola così per sempre). Dino Buzzati interpreta il mito liberamente, trasportandolo nel clima hippy degli anni Sessanta: Orfeo è diventato Orfi, giovane cantante di successo, Euridice è diventata Eura, e sarà lei che, alla fine del libro darà una volta alla storia. In questa versione del mito non è l’errore di Orfeo a separare i due ma la fermezza e la consapevolezza di Eura di non poter tornare indietro.

Dino Buzzati Poema a Fumetti

È un inno alla vita attraverso il ritratto della morte che Buzzati considera “il vero senso della vita”, una cosa da “tenersi cara”, da imparare ad accettare. Ecco perché il regno dei morti che qui viene rappresentano è un posto dove si, non c’è sofferenza, tutti sono immortali, “tutti sono felici, sbadigliano!”, ma queste anime si annoiano, private dalla malattia, dalla sofferenza, dalla “libertà di morire”, sono come automi senza passioni, senza meta. L’unico modo per sconfiggere la morte è accettarla oppure sperare in un miracolo.

Dino Buzzati Poema a Fumetti

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